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Recensione su “BresciaOggi”, 7 novembre 2017

Il Mozart di De Cecco al clavicordo
Giovanni De Cecco è uno specialista degli strumenti antichi e per la nuova fatica mozartiana che inizia proprio con questa incisione usa un clavicordo, uno strumento – si tratta ovviamente una copia – attribuito a Johann Heinrich Silbermann, datato 1775 e conservato al Germanisches Nationalmuseum. Sessantuno tasti e un diapason di 415 Herz, più grave ovviamente di quello attuale e grazie al quale le tre Sonate, la K311, la K332 e la K310 acquistano una particolare morbidezza cui contribuisce naturalmente anche la speciale meccanica del clavicordo, uno strumento tutto da riscoprire nella sua particolare duttilità.

Luigi Fertonani

brescia oggi 7 nov 2017

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