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Lunedì 12 febbraio: ospite a Rai Friuli Venezia Giulia

Lunedì 12 febbraio alle 13:55, ospite del programma “Mi chiamano Mimì” su Rai Radio 1 FVG, presento il disco delle sonate di Mozart al clavicordo per Da Vinci Classics. In studio con Marco Maria Tosolini.

Conservatorio-Venezia

January 2017: clavichord masterclass at Venice Conservatory

http://www.conservatoriovenezia.net/portale/index.php/it/avvisi/item/1043-master-class-di-tastiere-storiche.html

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23rd November 2018: recital in Oslo

23rd Nov. 2016, h. 6:30 p.m. Free Entry.

Istituto Italiano di Cultura di Oslo
Oscars gate 56
0258 Oslo – Norvegia

for more info: http://www.iicoslo.esteri.it/iic_oslo/it/gli_eventi/calendario/2017/11/la-musica-della-gloriosa-venezia.html

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Recensione su “BresciaOggi”, 7 novembre 2017

Il Mozart di De Cecco al clavicordo
Giovanni De Cecco è uno specialista degli strumenti antichi e per la nuova fatica mozartiana che inizia proprio con questa incisione usa un clavicordo, uno strumento – si tratta ovviamente una copia – attribuito a Johann Heinrich Silbermann, datato 1775 e conservato al Germanisches Nationalmuseum. Sessantuno tasti e un diapason di 415 Herz, più grave ovviamente di quello attuale e grazie al quale le tre Sonate, la K311, la K332 e la K310 acquistano una particolare morbidezza cui contribuisce naturalmente anche la speciale meccanica del clavicordo, uno strumento tutto da riscoprire nella sua particolare duttilità.

Luigi Fertonani

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Recensione su rivista “Musica”, novembre 2017

Che i pianoforti dell’epoca di Mozart suonassero in modo diverso dai nostri grancoda e` cosa risaputa, come dimostrano le decine di registrazioni oggi disponibili realizzate su copie di strumenti settecenteschi. Non si tratta, naturalmente, soltanto di una questione di timbro, ma dell’articolazione della frase, delle dinamiche, degli stacchi di tempo e dei contrasti tra i diversi registri della tastiera: ascoltato sul fortepiano Mozart sembra quasi un altro compositore rispetto al Mozart eseguito sul moderno grancoda.
E ` anche noto che nel Settecento era il clavicordo lo strumento usato per la pratica quotidiana, per lo studio durante i viaggi, a volte per comporre e perfino per dei piccoli concerti in contesti informali e familiari, in generale insomma quando non si aveva a disposizione un fortepiano o un clavicembalo. Sul clavicordo le corde non vengono pizzicate da un plettro come sul clavicembalo, ma fatte vibrare tramite una tangente che resta in contatto con la corda fino a quanto l’esecutore tiene premuto il tasto. Questa caratteristica permette una ricca gamma di sfumature espressive e perfino un minimo di dinamiche (il clavicordo era non a caso lo strumento prediletto da Carl Philipp Emanuel Bach): il limite del clavicordo e` pero` il ridottissimo volume di suono, limite che lo rendeva (e lo rende) del tutto inadatto al concertismo. L’esperienza di ascolto dal vivo di un clavicordo resta quindi piuttosto rara, come sono rare le registrazioni effettuate su questo piccolo strumento.
Un’integrale discografica delle sonate per pianoforte mozartiane su un clavicordo e` una scelta insolita e coraggiosa, anche perche´ Mozart, a differenza di Bach, apprezzava il pianoforte, per quanto, come tutti all’epoca, usasse nella pratica quotidiana sia il clavicembalo sia il clavicordo. A cimentarsi in questa avventura e` il pianista e clavicembalista Giovanni De Cecco, uno specialista del clavicordo.
Il primo volume della sua integrale, pubblicato dall’etichetta Da Vinci (nome italiano, ma sede in Giappone: lo rivelano le note del booklet, solo in inglese anche se scritte dall’italiano Edmondo Filippini), e`stato registrato lo scorso maggio ed al primo ascolto puo`  lasciare sconcertati. E ` come se dovessimo risintonizzare le nostre onde emotive rispetto alla musica di Mozart. Musica piu` intima ed affabile, tra gli scricchiolii della meccanica (De Cecco usa una copia moderna del clavicordo Heinrich Silbermann del 1775, con una tastiera di 61 note, conservato al Germanisches Nationalmuseum di Norimberga), le oscillazioni dell’intonazione, la lentezza della risposta dello strumento rispetto all’azione del tasto ma anche una ricchezza sorprendente di sottigliezze timbriche e dinamiche.
Gli stacchi di tempo sono di necessita` molto contenuti, ogni brillantezzae` bandita, tutto sembra sussurrato a mezza voce ed in certi passaggi il fraseggio e` quasi «detto» piu` che « suonato », in particolare nei movimenti lenti. Interessante e` la Sonata in la K 310, la cui drammaticita` qui si risolve in una dimensione tutta interiore: un’interpretazione greve e cupa, efficace anche se priva di gesti sonori eclatanti.
L’unico appunto a questa registrazione e` sulla presa del suono, a tal punto ravvicinata da mettere in rilievo le durezze della meccanica, quando uno dei pregi del clavicordo e` proprio il calore del timbro: se lo si ascolta a qualche metro di distanza, pero` , e non con le orecchie dentro la cassa armonica.

Luca Segalla
recensione musica novembre 2017

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Recensione su “la Repubblica” 22 ottobre 2017

Recensione di Dino Villatico sul Robinson de “la Repubblica”, 22 ottobre 2017

La Repubblica Robinson 22 ottobre - Copia

 

radio vaticana 15 sett 2017

Presentazione CD Mozart al clavicordo a Radio Vaticana

Venerdì 15 settembre alle ore 21:30, ospite di Pierluigi Morelli nel programma “Lo scrigno musicale” di Radio Vaticana, assieme a Michele Chiaramida, presento il primo volume dell’integrale delle sonate di Mozart al clavicordo per l’etichetta Da Vinci Classics.
http://it.radiovaticana.va/
#DaVinciClassics #MozartClavichord

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